TORINO – Teatro Agnelli (Via Paolo Sarpi, 111)
dom 27 marzo 2022  ore 11 (tutti)- ingresso 5€
lun 28 marzo 2022
 ore 11 (scuole)- ingresso 1€

VOLVERA (TO) – Teatro Bossatis (Via Ponsati, 69)
mer 30 marzo 2022 ore 11 e ore 15 (scuole)- ingresso 1€

DINA E CLARENZA

– prima rappresentazione assoluta –

Scritto e diretto da: Salvatore Cannova

INTERPRETI:
Dalila Rita Galati, Giulia Tarantino

Scene: Clara De Rose
Costumi: Gabriella Navarra
Luci: Michele Ambrose

Musica: da canti popolari, eseguita dal vivo dalle interpreti

Assistente alla regia: Alessandro Accardi
Assistente alle scene: Paolo Cannova

Produzione: Ass.ne G273Produzioni e Compagnia Fenice Teatri

Chi ha detto che la Storia la scrivono solo i Re e i Grandi Generali? E che verranno cantate solo gesta di Eroi e mitici Combattenti? Ci sono pagine della Storia che sono scritte col coraggio di persone inaspettate. E così leggenda vuole che in pieni Vespri Siciliani, durante le rappresaglie contro i Francesi, la notte dell’8 agosto 1282 a Messina due donne semplici ma coraggiose diedero l’allarme dell’imminente attacco angioino, suonando le campane del vecchio campanile e riuscendo così a salvare la città. Ancora oggi le due salvatrici sono raffigurate sul famoso campanile del Duomo di Messina, l’orologio astronomico e meccanico più grande al mondo, da dove ogni quarto d’ora suonano le loro campane, continuando a ricordare il loro sacrificio ai Messinesi. Da questo campanile, che alle 12.00 ogni giorno puntualmente  sfoggia tutta la sua complessità in un tripudio di movimenti, suoni e canzoni, parte questo spettacolo scritto e diretto da Salvatore Cannova, che affonda le radici nella tradizione, in un ricordo che ciclicamente si racconta.

«Deh, com’egli è gran pietade delle donne di Messina, veggendole scapigliate portando pietre e calcina. Iddio gli dia briga e travaglia, a chi Messina vuol guastare» (da un canto popolare del Trecento)

MICRON accoglie con entusiasmo questo progetto per la sua potente poetica sottesa, e per le potenzialità disarmanti di una storia che ha gli strumenti per parlare ancora oggi, forte e chiaro, ai cuori degli spettatori. La musica sarà presente non come elemento “di contorno” alla vicenda, ma informerà di sé l’intero plot, a partire dalle campane, da cui tutto parte, e  attorno alle quali tutto prende forma.

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